Oda Nobunaga

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Oda Nobunaga (織田•信長) fu un potente Daimyō che tentò di unificare il Paese riuscendo ad ottenere gran parte del controllo dell’isola Honshū, viene considerato uno dei tre unificatori del Giappone assieme Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu.

Nato il 23 Giugno 1534 nella città di Nagoya-shi gli fu dato il titolo di 「Kippōshi」 visto che era il legittimo successore in linea diretta, ma durante i suoi primi dieci anni di vita ebbe l’appellativo di 「Owari-no-Ōutsuke」(il grande matto di Owari) a causa del suo comportamento bizzarro e poco onorevole.

Si racconta che al funerale del padre abbia dato in escandescenze comportandosi in modo deplorevole alienandosi ancora di più parte dei componenti del Oda-shi che già nutrivano nei suoi riguardi poca stima.

Alla morte del padre poco più che 17enne radunò i suoi fedelissimi e soppresse tutti i membri della sua famiglia che gli erano ostili inoltre riuscì ad eliminare gran parte del Shiba-shi venendo poi in possesso del Kiyosu-jō (il castello di Kiyosu-shi nella Aichi-ken) e nel 1560 svolse una delle sue più importanti battaglie Okehazama-no-tatakai dove mostrò tutta la sua abilità di comandante sconfiggendo il più potente Daimyō del Giappone Orientale Imagawa Yoshimoto.

Ottenuta un alleanza con il reggente del Imagawa-shi successivamente strinse un patto con colui che passerà alla storia come Tokugawa Ieyasu, mentre nella Inabayama-jō-no-tatakai fu la battaglia in cui nel 1563 sconfisse gli Saitō-shi signori della Mino-no-kuni prendendo il possesso della provincia (che corrisponde all’attuale Gifu-ken). Nel 1568 Ashikaga Yoshiaki si recò da Oda Nobunaga per chiedergli di prendere il possesso di Kyōto-shi (visto che di fatto nominato Shōgun non era neppure riuscito ad entrare nella città) colse così l’occasione di avere insieme la Capitale e lo Shōgun come suo alleato, accettò la richiesta e iniziò la battaglia.

Da lì a poco Ashikaga Yoshiaki fu proclamato 15° Shōgun e quando offrì a Oda Nobunaga la carica Kanrei (alto rappresentante dello Shōgun) egli rifiutò e il loro rapporto divenne difficile, anche se nel corso di alcune campagne di guerra erano comunque alleati. Nelle successive battaglie di Anegawa-no-tatakai svoltasi nel 1570 sconfisse altri due clan che gli erano ostili Azai-shi e Asakura-shi, mentre già al termine della Nagashino-no-tatakai nel 1575 era riuscito ad ottenere una buona parte dell’isola Honshū.

Dopo numerose vittorie che lo stavo portando sempre di più verso il suo obbiettivo, nel 1582 condusse la sua ultima battaglie Tenmokuzan-no-tatakai dove al termine di un lungo combattimento costrinse Takeda Katsuyori alla rese e quest’ultimo con il suo seppuku mise di fatto fine alla combattimento.

L’incidente di Honnō-ji-no-hen è invece l’episodio che mise fine alla vita del potente Daimyō e si verificò il 21 Giugno 1582 a causa del tradimento di un suo generale Akechi Mitsuhide, quando Oda Nobunaga fu assediato nel tempio omonimo nei presi di Kyōto-shi, egli era privo dei suoi uomini che erano impegnati al fronte e fu costretto al seppuku non prima però che il Honnō-ji fosse dato alle fiamme per suo volere da un suo fedelissimo Mori Ranmaru, per impedire che i traditori potessero reclamare la sua testa, ma il suo corpo non fu mai ritrovato tra le macerie del tempio dando adito a una vasta gamma di leggende popolari.

Morì all’età di 48 anni al culmine del suo potere e con lui il sogno di unificare il Giappone, che verrà poi realizzato solo dopo 21 anni di spartizione delle province e guerre che chiusero di fatto il Sengoku-jidai (1467-1603) e aprirono Edo-jidai (1603-1868) sotto la guida dei Tokugawa-shi che governarono il Paese unificato per 265 anni.

Le battaglie di Oda Nobunaga sono ricordate soprattutto per la loro violenza e per la spietatezza con cui il suo esercito infieriva sui vinti, combattenti e civili (si dice che facesse bruciare vivi i nemici usati come monito per gli oppositori).

Inoltre puntò sulla specializzazione e la professionalità dell’esercito assegnando incarichi e promozioni su base meritocratica, ignorando le regole di nobiltà e relazioni familiari (seguite invece dagli eserciti feudali del tempo) infatti Toyotomi Hideyoshi di umili origini divenne prima uno dei suoi generali e poi il suo successore.

Sul piano economico dimostrò grande competenza sviluppando i castelli come perno dell’economia locale costruendo strade tra loro per agevolare i traffici commerciali e lo spostamento degli eserciti. Riuscì ad avviare la liberazione dei mercati e delle corporazioni chiamate rispettivamente 「rakuichi」 e 「rakuza」 con la rottura dei monopoli commerciali e potenziò i traffici internazionali con i paesi del sud-est asiatico, sviluppò anche leggi che prevedevano casi di esenzione fiscale e regolamentò la contrazione di debiti.

Grazie alla ricchezza accumulata nel tempo finanziò varie forme d’arte e fece costruire meravigliosi giardini e castelli come Azuchi-jō nei presi Biwa-ko vicino Kyōto-shi (castello andato poi successivamente distrutto nel 1585).

Si dimostrò molto interessato alla cultura europea tanto che collezionò opere d’arte, armi e armature occidentali, viene considerato uno tra i primi giapponesi ad aver indossato abiti europei e sostenne i missionari gesuiti facendo costruire nel 1576 nei pressi di Kyōto-shi la prima chiesa cattolica del Paese come mossa politica contro i monaci buddhisti.

Non accettò mai nessuno dei titoli che gli furono offerti anche se 1574 venne nominato Dainagon (ovvero Primo Ministro della Corte Imperiale) e nel 1576 ebbe il titolo di Udaijin (Ministro della Destra Imperiale) rimase sempre il Daimyō del Oda-shi ma questo non gli impedì di essere un’autorità indiscussa del Paese introducendo importanti cambiamenti.

La sua figura compare frequentemente nella narrativa, anime, manga, videogames e film, generalmente viene descritto con una natura malvagia o anche demoniaca sebbene alcune opere lo ritraggano in una luce più positiva.